Da clandestini non sempre è possibile essere certi che tutto andrà come pianificato. Se si pensa di poter incontrare l’HS a un incontro, chiamiamolo, di lavoro, potrebbe anche darsi che all’ultimo momento tutto vada a rotoli. So che ci dovrebbe essere ma il condizionale è d’obbligo e che, di conseguenza, la giornata programmata potrebbe sprogrammarsi in un batter d’occhio.
Così, stando sul vago, si spera in una “giornata felice” ma, tra il dire e il fare…
Geisha – Speriamo che domani vada tutto bene. Vorrei una giornata felice.
B- Beh spera che non ti capiti una raccolta DVD di Happy Days (letteralmente Giornate Felici)…
Geisha – No… il DVD no! Già mi è capito il libro con il cui titolo è identico all’esperienza che volevo fare (meglio un’esperienza stampata che nessuna esperienza, vabbè)!
B- Vabbè dai hai chiesto un giorno felice.
Geisha – Sì ma “senza”, sarebbe un giorno felice ma ecco, come dire, hai presente una crostata di ciliegie senza ciliegie?

B-…. ah…. ecco, sì… umm…. che skif! Però puoi sempre metterci sopra una palettata di gelato alla vaniglia.
Geisha- Sulla base della torta? Non è la stessa cosa!
Per i curiosi: la crostata aveva le ciliegie, dopo tutto me le sono meritate!
