La discrezione in teoria

E’ una virtù senza la quale un’amante non va lontana.  Un’amante senza discrezione è come una macchina senza benzina, non può fare strada. Non parlo solo di una geisha ma anche dell’amante “modello base”, se non sa riconoscere i confini di un rapporto, la relazione non può decollare. Se decolla, innalzata dall’entusiamo vivo all’inizio di ogni rapporto, finisce presto con un bello schianto a terra in cui l’amante si fa molto male.

E’ la discrezione, ancor più dell’amore, il pilastro su cui si reggono i rapporti ufficiosi. Sempre lei però, è di grandissimo aiuto anche a fidanzati, mogli e mariti che, sentendosi al riparo dalle tempeste dei sentimenti, la cancellano dal vocabolario. Male, molto male!

Discreti si nasce, è anche una faccenda caratteriale ma, colui che per natura è poco discreto, può incrementare questa qualità attraverso un attento autocontrollo. La geisha è discreta, o non potrebbe essere tale, e non lascia mai trasparire i sacrifici passati, presenti e quotidiani che l’hanno portata a conquistare questa vetta.

La geisha che ama il suo uomo sa benissimo quali territori può esplorare e quali no. Sa che non si telefona in certi giorni e in certi orari, sa che non fanno certe domande e, soprattutto, sa che i vizi privati devono rimanere tali e non esposti al pubblico ludibrio. Una geisha non ammetterà mai (se non in forma anonima!) difrequentare un uomo sposato (e non perché se ne vergogni ma perchè non vuole danneggiare lui) e, importantissimo, non tappezzerà la città di manifesti se il rapporto traballa, se si è interrotto (per poi riprendersi?) o se  finito.

Fine del piccolo preludio necessario per introdurre il post successivo

A Cherry Pie without Cherries

Da clandestini non sempre è possibile essere certi che tutto andrà come pianificato. Se si pensa di poter incontrare l’HS a un incontro, chiamiamolo, di lavoro, potrebbe anche darsi che all’ultimo momento tutto vada a rotoli. So che ci dovrebbe essere ma il condizionale è d’obbligo e che, di conseguenza, la giornata programmata potrebbe sprogrammarsi in un batter d’occhio.

Così, stando sul vago, si spera in una “giornata felice” ma, tra il dire e il fare…

Geisha – Speriamo che domani vada tutto bene. Vorrei una giornata felice.

B- Beh spera che non ti capiti una raccolta DVD di Happy Days (letteralmente Giornate Felici)…

Geisha – No… il DVD no! Già mi è capito il libro con il cui titolo è identico all’esperienza che volevo fare (meglio un’esperienza stampata che nessuna esperienza, vabbè)!

B- Vabbè dai hai chiesto un giorno felice.

Geisha – Sì ma “senza”, sarebbe un giorno felice ma ecco, come dire, hai presente una crostata di ciliegie senza ciliegie?

B-…. ah…. ecco, sì… umm…. che skif! Però puoi sempre metterci sopra una palettata di gelato alla vaniglia.

Geisha- Sulla base della torta? Non è la stessa cosa!

Per i curiosi: la crostata aveva le ciliegie, dopo tutto me le sono meritate!

Il respiro della pioggia

Il respiro della pioggia

“Se si amano davvero
i due giovani inquilini del sette,
cosa sperano, quante volte hanno temuto
di perdere la strada. E poi come hanno fatto,
in quale grondaia hanno sentito
il ritmo asseverante della pioggia.
Che hanno decifrato in quel respiro.
Che cosa hanno capito”.
(Massimo Gezzi)

Chissà cosa salva un amore. Quali inciampi, quali parole possono cambiare all’improvviso la trama. Forse, basta il rumore della pioggia.

(Massimo Gezzi è un giovane poeta italiano. Ecco ill suo blog http://ilmareadestra.wordpress.com/ Questi versi originariamente pescati da Lisa Corva e pubblicati su Metro 16 luglio, sono tratti da una poesia che si intitola “A distanza di muri”). A più di tre mesi di distanza non li ho dimenticati.

Mr.Pando e Mrs.Panda

Non si parla di orsi ma di guidatrici di Fiat Panda perchè, a tale proposito, da alcuni anni accade una cosa un po’ curiosa.  L’area in prossimità della mia abitazione è infatti diventata il luogo d’incontro clandestino tra quelli che chiamerò il Mr. Pando e Mrs. Panda.  Non ho nulla da obiettare sul fatto che questi due si incontrino ma parecchio da obiettare sul COME si incontrino perchè, se non vogliono farsi notare, stanno sortendo il risultato opposto! Se la signora della Panda mi sta leggendo, mi dispiace che lo venga a sapere in maniera così brutale ma… stanno diventando l’oggetto di svago di tutto il quartiere dal momento che le loro modalità di incontro ricordano i migliori film comici!

Il tutto si svolge così, arriva lei tutta impandata (Fiat Panda vecchio modello, ometto il colore per la privacy), parcheggia in bella vista (mica in un vicolo cieco!) e aspetta. Dopo qualche minuto arriva lui, il pando, con una monovolume, credo Citroen ma non potrei giurarlo, e si accosta alla Panda. Ora, se Mrs. Panda scendesse dal veicolo, salutasse Mr.Pando e salisse sulla sua auto, nessuno li noterebbe: potrebbero essere amici, colleghi, parenti o persino amanti ma nessuno potrebbe dire con certezza cosa sono. Invece per non dare nell’occhio Pando & Panda hanno messo a punto una serie di manovre.

Mr.Pando accosta la sua auto alla Fiat Panda e, la tizia, scivola fuori dal sedile guidatore e si TUFFA  (l’ho vista con i miei occhi) di pancia sul sedile posteriore della monovolume. Nel gioco tra portiere penso creda di passare inosservata.  Per ora i tuffi sono sempre andati bene ma, per qualche centimetro mancato, potrebbe rompersi il naso.

Una volta tuffatasi sul sedile posteriore, chiude la portiera da sdraiata e l’auto parte con lei sdraiata sul sedile in modo tale da non essere vista (non si preoccupi signora abbiamo già visto tutto!). Non so dove vadano, forse in un motel ma, mi chiedo, se tra la partenza e l’arrivo l’auto fosse fermata da una pattuglia di carabinieri? Come lo spiegano all’appuntato di turno che questa viaggia spalmata come la nutella sul sedile posteriore e, per giunta, senza cinture? Potrebbe essere esilarante.

Il ritorno alla Panda si svolge con le stesse modalità. La monovolume arriva, si affianca alla Panda e le si tuffa di là… solo che ieri qualcosa è andata storta poiché la sottoscritta si stava godendo l’ultimo sole d’autunno sorseggiando uno strepitosa tisana Whittard  in giardino.  Non avevo la benchè minima intenzione di mollare la mia postazione vista Panda ed ero curiosissima di sapere come se la sarebbero cavata.

 

L’auto arriva e si vede solo il guidatore che si accorge della mia presenza. Mani e braccia fanno capolino in zona finestrino posteriore ma non si vede nessuna testa.  Credo lui le abbia detto che c’erano occhi indiscreti. Gli occhi indiscreti continuano a sorseggiare, implacabili, la tisana e arrivano altri passanti, la tizia si arrende. Fa finta di nulla, scende come se niente fosse, non degna il tipo di un saluto, si rassetta la gonna, sale sulla Panda e se ne va.

Non sarebbe più facile fare sempre così magari salutando garbatamente il tizio? Giusto per non essere notati?

Non ho visto bene lui ma ho speso un po’ di tempo per esaminare lei: una donna di mezza età, molto normale, aria tutt’al più da casalinga, abbigliamento tra il dimesso e l’economico, capigliatura violacea da tinta fatta in casa. Insomma una donna come tante, non credo proprio sia una spia bolscevica d’istanza a Piazza Affari.

Però… Sarà una relazione di sesso? Di sesso a pagamento? Di sesso e amore? Di amore e basta?sarà sposato lui?[il mio istinto mi dice di sì] Sarà sposata lei? Saranno sposati entrambi?

Se solo sapessero di essere così buffi e curiosi, come dei veri panda, da meritare un articolo e un’intervista!

Sparizioni, chiavi e serrature

Il soggetto della chiacchiera sono le sorti di un HS: sarà svanito per sempre dalla vita di A o è solo un esilio temporaneno? In attesa di una risposta che verrà solo con il tempo si inganna l’attesa così:

Dialogo 1

A (la vittima) – Mah, sai, non so come spiegare… però… non mi sento come se la storia fosse finita qui. Insomma non sono sicura che sia sparito. Non credo che sia sparito…

B- No, non è sparito. Gli altri lo vedono. Quindi no, non è sparito. Solo… lo vedono tutti tranne te.

Dialogo 2

A- Beh, però secondo me c’è ancora la porta aperta. Insomma no, non proprio spalancata forse, nemmeno si apre all’istante come un cancello automatico. Però secondo me si apre, magari è solo socchiusa. Oppure no, guarda, secondo me, l’ha chiusa a chiave MA… Non ha buttato via la chiave, quindi, la può riaprire!

B- (Silenzio)

C- A meno che non abbia cambiato la serratura!

A- (grugnendo)- Non mi pare il tipo ma magari lei (la SS – cioè la Sciura Sposata)… Beh, cmq c’è sempre il piede di porco!

Grey’s Anatomy

Appuntamento del lunedì sera su Italia 1.

Ora vorrei sapere quanti di voi hanno espresso commenti acidi sulla love story tra Meredith Grey e Derek Shepherd quando costui era ancora sposato. Nessuno o quasi nessuno presumo perchè “Derek è chiaramente l’uomo della vita di Meredith e viceversa” oppure perché “quella tra Derek e la moglie Addison era una storia finita da un pezzo”. Già come molte altre vicine a noi, nella vita reale.


Vorrei capire perchè l’ipocrisia e il perbenismo portino la maggior parte del pubblico a solidalizzare con quegli innamorati sfigati che per amarsi devono scavalcare un matrimonio (finito) e siano pronti a dire peste e corna sulla vicina di casa o sulla collega di lavoro che si trovano nella stessa identica situazione.

Ribadendo che non c’è proprio nulla da invidiare ammetto che Addison (la moglie) mi piace, forse anche più di Meredith, ma il matrimonio, sì, era finito.

Adamo e Eva

Lungi da me il voler essere blasfema ma c’è un dettaglio che mi sfugge e che mi porta a pensare che le Sacre Scritture, oltre all’essere interpretate in maniera molto umana (si vedano le note a fondo pagina presenti nelle Bibbia cattolica) possano essere state distorte anche dall’intervento del traduttore o del trascrittore. Non conosco l’ebraico biblico (sì tempo fa mi ero messa a studiare anche quello, le geishe studiano un sacco di cose per essere sempre all’altezza della situazione!) per poter dire cosa c’è scritto esattamente in lingua originale. Se qualcuno che conosce l’ebraico biblico vuole togliermi questa curiosità, sono tutta orecchie.

La Bibbia, nella Genesi, racconta di come Dio creò Adamo e poi Eva da una costola di Abramo.  [una pecora Dolly di due millenni fa, insomma] Fino a qui il discorso fila. Adamo ed Eva vivono nel paradiso terrestre e arriva il serpentello tentatore che suggerisce a Eva di mangiare la mela. Eva ci casca (come una pera n.d.a.) , dà un morso alla mela e poi la offre ad Adamo. A quel punto arriva Dio che li rimprovera e maledice i due furbastri.  Fino a qui il discorso continua a filare liscio ma, a un certo punto, Dio definisce marito Adamo… Ma non risulta, da nessuna parte, che i due si siano sposati nel senso moderno, o per lo meno comune, del termine.  Non è scritto da nessuna parte il che mi fa pensare che il termine marito sia:  A) da intendersi in maniera generica, come sinonimo di compagno (troppo comunista?) o di partner (troppo anglicano?) o che B) da intendersi in maniera generica in quanto riferito all’uomo come compagno (Marx II, il ritorno…) della donna poiché la maledizione mandata ad Adamo e Eva rimarrà tale anche per tutti i loro discendenti.

Qualche più riga in là, Eva, prima chiamata semplicemente donna, ottiene il nome proprio di Eva e l’appellativo moglie senza che nel frattempo ci sia stato un matrimonio.

Ci sarebbe da parlane con un rabbino, la questione è filologica ma anche filosofica!

Mia moglie è una santa

Ma se è così buona e cara come spieghi la tua infelicità, il tuo passato da playboy e il presente da fedifrago?

[...]

Secondo me questa è una delle tante convinzioni,  usate a livello inconscio dall’HS (Homo Sposato) per auto assolversi, ridimensionare il malfatto e ammortizzare i colpi rivolti alla consorte.

Comunque sia, vada per Santa Wileda e il miracolo dell’aspirapolvere.

Nota alle mogli: se è vostro marito a definirvi così, drizzate le antenne!

Percezioni regionali

Tra una chiacchiera e l’altra salta fuori che la percezione del tradimento (e delle relazioni extra coniugali) varia a seconda del luogo geografico che fa loro da sfondo. E’ scontato che la Svezia non sia l’Iran ma sembrano esserci sfumature anche in Italia, tra regione e regione e persino tra una città all’altra. I sostenitori di questa tesi affermano, per esempio, che nell’Emilia godereccia i pregiudizi e le prese di posizione moralistiche sono molto meno radicati che altrove.

Che faccio, vado, indago e torno?
Nel frattempo ho un’unica certezza: Cavalleria Rusticana è ambientata in Sicilia ;-)

Piazzola a doppio senso

 Sfrecciando a 130 in autostrada un’amica esordisce:

“La vedi quella piazzola?”

“Umm, sì perché?”

“Ma lo sai che è un ritrovo per gli scambi di coppia?”

“??? Eh???”

“Sì gli scambi di coppia. Ah, ma è una vita che esiste questo posto, sono anni!”

[E' necessario spiegare che ci passo davanti almeno una volta a settimana e sì, avevo notato che c'erano sempre delle auto ma... pensavo si trattasse di una bucolica piazzola di sosta, per quanto possa essere bucolica un'area di sosta in autostrada.]

Questa è l’ennesima conferma che io vivo in una realtà parallela! :-O

Siccome ho il vizio di voler razionalizzare tutto a tutti i costi replico:

“Scusa ma non capisco… Si mettono d’accordo prima, e poi si incontrano lì oppure… Funziona tipo il mercato delle pulci, arrivi lì se c’è qualcosa che ti ispira la tiri su e lasci giù quella-quello che hai in macchina?”

“Ah, non ne ho idea, comunque, qualsiasi cosa accada, non fermarti mai lì. Neanche se ti si buca una gomma, ti si ferma il motore eccetera, altrimenti… arriva sicuro qualcuno, ti importuna!”

“Ok. ok non mi fermo…” [dove 'azzo vado se mi si buca una gomma lì davanti? Lo deciderò al momento]

Non ho niente da scambiare, no grazie, per i miei gusti siamo già troppi in TRE!

Ma non erano le amanti le indecenti e contorte rovine della coppia? Qui si sta passando di moda…

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